Pratiche umane

Il
terapista

Il paziente genera significanti. Il terapista li vive attraverso la propria storia corporea e professionale.

La Spirale non cura il paziente. Il terapista, con la propria competenza e responsabilità, entra nella relazione terapeutica portando un corpo già modificato dallo studio, dall’esperienza, dai metodi e dalle relazioni precedenti.

01 · Incontro

Un corpo entra in relazione con un altro corpo

Il paziente entra, cammina, si siede, racconta, indica una parte del corpo, compie o evita un movimento.

Prima ancora di qualsiasi trattamento, qualcosa sta già accadendo nella relazione. Il paziente genera significanti. Il terapista li vive attraverso un corpo che possiede una propria storia.

L'incontro  Prima della tecnica esiste la relazione fra due corpi.
02 · Storia

Il corpo del terapista ha una storia

Medicina Tradizionale Cinese, Manipolazione Fasciale, Mézières, Anatomy Trains, riflessologia, auricoloterapia, mobilizzazione, massaggio, agopuntura, moxibustione e altre pratiche possono aver proposto distinzioni differenti.

Anni di pratica producono qualcosa che non coincide più con la semplice conoscenza dello schema.

Il terapista porta un corpo modificato dalla storia del praticare.
03 · Significanti

Il paziente non consegna una diagnosi

Il racconto, il modo di camminare, una postura, il respiro, la risposta a una pressione, una resistenza durante la mobilizzazione, un silenzio o una parola inattesa possono diventare significanti per il terapista.

Non perché contengano nascosto il proprio significato, ma perché entrano in relazione con la storia strutturale del corpo che li incontra.

04 · Esempio

«Ho mal di schiena»

Per una persona senza storia terapeutica può sorgere il ricordo del proprio dolore. Per un medico possono sorgere distinzioni anamnestiche e cliniche. Nel corpo di un terapista può sorgere una coordinazione appartenente al proprio metodo.

Nel vissuto qui assunto come esempio può sorgere: gesto — pressione — extra-pelvi. Insieme può tornare il ricordo dell'insuccesso dei primi tentativi con retro-lombi.

L'insuccesso precedente ha partecipato alla storia che rende possibile l'azione presente.
“Mal di schiena”  Non una freccia verso una risposta unica: storia, esperienza e gesto sorgono nella ricorsività.
05 · Non linearità

Non è un input che produce un output

La frase del paziente non contiene l'azione. Extra-pelvi sorge dentro una relazione nella quale il terapista ascolta, guarda, ricorda, domanda, si muove e viene continuamente perturbato da ciò che accade.

06 · Azione

Il significato può non diventare spiegazione

Nel terapista esperto una lunga storia di coordinazioni può rendere disponibile un gesto senza che sia necessario ricostruire consapevolmente tutti i passaggi che l'hanno reso possibile.

Può sorgere significante — azione significante, non come nuova sequenza causale ma come possibilità interna a una relazione ricorsiva.
07 · Contatto

La mano non conclude

Una pressione entra nel corpo del paziente come perturbazione. Il respiro cambia, la resistenza può cambiare, può comparire un altro dolore oppure nulla può cambiare.

Tutto questo torna al terapista e modifica la sua azione.

La mano che ascolta  Il contatto è contemporaneamente azione e ricezione.
08 · Strumenti

Anche lo strumento entra nella relazione

Ago, calore, moxibustione, coppettazione o altri strumenti appartenenti alla competenza professionale non interrompono la coordinazione senso-effettoria: la modificano.

Lo strumento entra nel campo ricorsivo della relazione.

Mano, strumento, corpo  Lo strumento non trasmette unilateralmente una cura: partecipa alla coordinazione.
09 · Parola

La parola è un'azione corporea

«Alzi il braccio», «provi a girarsi», «mi faccia vedere il movimento». La parola modifica ciò che può accadere, il paziente compie un'azione e quell'azione genera nuovi significanti.

10 · Ricorsività

Il paziente risponde continuamente

Il risultato non compare soltanto alla fine del trattamento. Anche il non cambiamento può diventare un nuovo significante.

La relazione va pensata circolarmente e, meglio ancora, spiraliformemente: ogni coordinazione presente entra nella storia delle coordinazioni precedenti.

La relazione terapeutica ricorsiva  Due corpi si modificano reciprocamente; la Spirale Semiotic Yoga non è posta fra loro.
11 · Spirale

Dove si trova allora la Spirale?

Non fra terapista e paziente. Non sopra il paziente. Non come mappa del disturbo e non come indicazione del trattamento.

La Spirale è nel praticante.

Il terapista la vive con il proprio corpo per modificare il modo di abitare ciò che sorge mentre è in relazione.

La Spirale nel terapista  Soltanto nel territorio corporeo del terapista compare la Spirale.
12 · Responsabilità

L'inedito non autorizza l'arbitrio

La disponibilità a ciò che sorge non sospende competenza professionale, consenso, sicurezza, controindicazioni, limiti della formazione e necessità di invio ad altro professionista quando appropriato.

Una coordinazione può sorgere ed essere non agita.

13 · Legittimità

Il paziente rimane oltre la mappa

«Extra-pelvi», «meridiano», «catena» o qualsiasi altra distinzione appartengono al mondo terapeutico del praticante. Il paziente non coincide con nessuna di esse.

La mappa appartiene alla storia del terapista. Il paziente rimane legittimo oltre la mappa.
14 · Definizione

Il praticante-terapista

Non applica il Semiotic Yoga al paziente. Non possiede diagnosi, punti o manipolazioni Semiotic Yoga.

È un terapista che pratica la Spirale mentre costruisce e vive la propria storia terapeutica.