Il
terapista
Il paziente genera significanti. Il terapista li vive attraverso la propria storia corporea e professionale.
La Spirale non cura il paziente. Il terapista, con la propria competenza e responsabilità, entra nella relazione terapeutica portando un corpo già modificato dallo studio, dall’esperienza, dai metodi e dalle relazioni precedenti.
Un corpo entra in relazione con un altro corpo
Il paziente entra, cammina, si siede, racconta, indica una parte del corpo, compie o evita un movimento.
Prima ancora di qualsiasi trattamento, qualcosa sta già accadendo nella relazione. Il paziente genera significanti. Il terapista li vive attraverso un corpo che possiede una propria storia.
Il corpo del terapista ha una storia
Medicina Tradizionale Cinese, Manipolazione Fasciale, Mézières, Anatomy Trains, riflessologia, auricoloterapia, mobilizzazione, massaggio, agopuntura, moxibustione e altre pratiche possono aver proposto distinzioni differenti.
Anni di pratica producono qualcosa che non coincide più con la semplice conoscenza dello schema.
Il paziente non consegna una diagnosi
Il racconto, il modo di camminare, una postura, il respiro, la risposta a una pressione, una resistenza durante la mobilizzazione, un silenzio o una parola inattesa possono diventare significanti per il terapista.
Non perché contengano nascosto il proprio significato, ma perché entrano in relazione con la storia strutturale del corpo che li incontra.
«Ho mal di schiena»
Per una persona senza storia terapeutica può sorgere il ricordo del proprio dolore. Per un medico possono sorgere distinzioni anamnestiche e cliniche. Nel corpo di un terapista può sorgere una coordinazione appartenente al proprio metodo.
Nel vissuto qui assunto come esempio può sorgere: gesto — pressione — extra-pelvi. Insieme può tornare il ricordo dell'insuccesso dei primi tentativi con retro-lombi.
Non è un input che produce un output
La frase del paziente non contiene l'azione. Extra-pelvi sorge dentro una relazione nella quale il terapista ascolta, guarda, ricorda, domanda, si muove e viene continuamente perturbato da ciò che accade.
Il significato può non diventare spiegazione
Nel terapista esperto una lunga storia di coordinazioni può rendere disponibile un gesto senza che sia necessario ricostruire consapevolmente tutti i passaggi che l'hanno reso possibile.
La mano non conclude
Una pressione entra nel corpo del paziente come perturbazione. Il respiro cambia, la resistenza può cambiare, può comparire un altro dolore oppure nulla può cambiare.
Tutto questo torna al terapista e modifica la sua azione.
Anche lo strumento entra nella relazione
Ago, calore, moxibustione, coppettazione o altri strumenti appartenenti alla competenza professionale non interrompono la coordinazione senso-effettoria: la modificano.
Lo strumento entra nel campo ricorsivo della relazione.
La parola è un'azione corporea
«Alzi il braccio», «provi a girarsi», «mi faccia vedere il movimento». La parola modifica ciò che può accadere, il paziente compie un'azione e quell'azione genera nuovi significanti.
Il paziente risponde continuamente
Il risultato non compare soltanto alla fine del trattamento. Anche il non cambiamento può diventare un nuovo significante.
La relazione va pensata circolarmente e, meglio ancora, spiraliformemente: ogni coordinazione presente entra nella storia delle coordinazioni precedenti.
Dove si trova allora la Spirale?
Non fra terapista e paziente. Non sopra il paziente. Non come mappa del disturbo e non come indicazione del trattamento.
Il terapista la vive con il proprio corpo per modificare il modo di abitare ciò che sorge mentre è in relazione.
L'inedito non autorizza l'arbitrio
La disponibilità a ciò che sorge non sospende competenza professionale, consenso, sicurezza, controindicazioni, limiti della formazione e necessità di invio ad altro professionista quando appropriato.
Una coordinazione può sorgere ed essere non agita.
Il paziente rimane oltre la mappa
«Extra-pelvi», «meridiano», «catena» o qualsiasi altra distinzione appartengono al mondo terapeutico del praticante. Il paziente non coincide con nessuna di esse.
Il praticante-terapista
Non applica il Semiotic Yoga al paziente. Non possiede diagnosi, punti o manipolazioni Semiotic Yoga.
È un terapista che pratica la Spirale mentre costruisce e vive la propria storia terapeutica.