Il praticante
in azione
Ogni attività umana si svolge in relazione.
Qualcosa dell’altro diventa significante per il praticante e ciò che sorge dipende dalla storia del suo corpo. La Spirale non è un metodo per agire sull’altro: modifica il modo in cui il praticante abita il proprio agire nella relazione.
Un corpo che ha una storia
Il praticante non entra mai nella relazione come un corpo neutro. Ha studiato, osservato, ripetuto gesti, ascoltato maestri, commesso errori e vissuto risultati inattesi.
Ogni esperienza partecipa alla modificazione della sua struttura e delle correlazioni senso-effettorie attraverso le quali può entrare nuovamente in relazione.
Il metodo modifica il praticante
Una pratica professionale o umana può essere appresa attraverso un metodo. Il metodo propone distinzioni, mette in relazione elementi, rende ripetibili azioni e permette di osservare ciò che accade.
Con il tempo il metodo può non essere più soltanto qualcosa che il praticante conosce. Può diventare parte della storia attraverso la quale il suo corpo può agire.
La Spirale non è un altro metodo
La Spirale non dice al terapista dove mettere le mani, al medico quale diagnosi formulare, all'insegnante che cosa spiegare o all'artista che cosa rappresentare.
Riguarda la relazione ricorsiva del praticante con il proprio corpo mentre il suo corpo è in relazione con l'altro.
Dall'altro sorge qualcosa
Una parola, un movimento, un'espressione del volto, un silenzio o una resistenza possono diventare significanti per il praticante.
La stessa frase o lo stesso gesto possono generare azioni differenti in praticanti differenti, perché ciascuno può agire solo a partire dalla propria storia strutturale.
L'azione diventa significante
Il praticante tocca, parla, si sposta, propone, aspetta o tace. L'azione non conclude la relazione: entra nella relazione.
Ciò che il praticante fa diventa a sua volta significante per l'altro. La risposta dell'altro ritorna al praticante come nuovo significante.
Una coordinazione non prevista
Può accadere che nella relazione sorga un'azione che non appartiene interamente a nessuno dei metodi attraversati dal praticante.
L'inedito non autorizza l'arbitrio: il praticante rimane responsabile delle proprie azioni, dei limiti della competenza e delle conseguenze del proprio agire.
Una Spirale, molte pratiche
La Spirale rimane la stessa. Cambiano i corpi, le storie, i metodi attraversati, le relazioni e le azioni possibili.
Il terapista
La Spirale non cura il paziente: accompagna il corpo del terapista mentre cura.
Il medico
Metodo clinico, storia corporea, parola e decisione.
L'insegnante
La comprensione dell'altro come relazione, non come trasferimento.
Il lavoro
Riunione, progetto, conflitto e proposta come coordinazioni.
L'artista
Prendersi cura del significante senza obbligare il significato.
Pratiche senza professione
Camminare, ascoltare, telefonare, attendere, vivere.
Il Semiotic Yoga non viene applicato alla vita
La Spirale non è una mappa del mondo. È una mappa per la generazione dell'esperienza corporea del praticante che rimane in relazione con sé stesso mentre entra ricorsivamente in coordinazione con l'altro.