Pratica

Il praticante
in azione

Ogni attività umana si svolge in relazione.

Qualcosa dell’altro diventa significante per il praticante e ciò che sorge dipende dalla storia del suo corpo. La Spirale non è un metodo per agire sull’altro: modifica il modo in cui il praticante abita il proprio agire nella relazione.

01 · Relazione

Un corpo che ha una storia

Il praticante non entra mai nella relazione come un corpo neutro. Ha studiato, osservato, ripetuto gesti, ascoltato maestri, commesso errori e vissuto risultati inattesi.

Ogni esperienza partecipa alla modificazione della sua struttura e delle correlazioni senso-effettorie attraverso le quali può entrare nuovamente in relazione.

Quando il praticante agisce, agisce anche la storia del suo corpo.
Due corpi in relazione. La Spirale appartiene al praticante, non allo spazio tra praticante e altro.
02 · Metodo

Il metodo modifica il praticante

Una pratica professionale o umana può essere appresa attraverso un metodo. Il metodo propone distinzioni, mette in relazione elementi, rende ripetibili azioni e permette di osservare ciò che accade.

Con il tempo il metodo può non essere più soltanto qualcosa che il praticante conosce. Può diventare parte della storia attraverso la quale il suo corpo può agire.

Il metodo ha partecipato alla costruzione del corpo capace dell'azione.
03 · Spirale

La Spirale non è un altro metodo

La Spirale non dice al terapista dove mettere le mani, al medico quale diagnosi formulare, all'insegnante che cosa spiegare o all'artista che cosa rappresentare.

Riguarda la relazione ricorsiva del praticante con il proprio corpo mentre il suo corpo è in relazione con l'altro.

La Spirale non fornisce la risposta. Allena la condizione nella quale una risposta può sorgere senza essere chiusa prematuramente.
La Spirale nel praticante. L'immagine definitiva dovrà rendere evidente che la Spirale è nel territorio del praticante.
04 · Significante

Dall'altro sorge qualcosa

Una parola, un movimento, un'espressione del volto, un silenzio o una resistenza possono diventare significanti per il praticante.

La stessa frase o lo stesso gesto possono generare azioni differenti in praticanti differenti, perché ciascuno può agire solo a partire dalla propria storia strutturale.

05 · Ricorsività

L'azione diventa significante

Il praticante tocca, parla, si sposta, propone, aspetta o tace. L'azione non conclude la relazione: entra nella relazione.

Ciò che il praticante fa diventa a sua volta significante per l'altro. La risposta dell'altro ritorna al praticante come nuovo significante.

La ricorsività non elimina il significato. Gli impedisce di diventare necessariamente la conclusione della relazione.
La coordinazione ricorsiva. Due corpi e le loro azioni si modificano continuamente. Nessuna sequenza input-output.
06 · Inedito

Una coordinazione non prevista

Può accadere che nella relazione sorga un'azione che non appartiene interamente a nessuno dei metodi attraversati dal praticante.

L'inedito non autorizza l'arbitrio: il praticante rimane responsabile delle proprie azioni, dei limiti della competenza e delle conseguenze del proprio agire.

07 · Pratiche

Una Spirale, molte pratiche

08 · Vita

Il Semiotic Yoga non viene applicato alla vita

È nella vita che viene praticato.

La Spirale non è una mappa del mondo. È una mappa per la generazione dell'esperienza corporea del praticante che rimane in relazione con sé stesso mentre entra ricorsivamente in coordinazione con l'altro.