La pratica centrale

La Spirale
semiotica

La forma corporea del rimanere tra significante e significato.

La Spirale non prescrive un significato e non conduce verso una risposta. È una mappa per abitare ricorsivamente ciò che sorge, nella condizione emotiva dell’auto-rispetto.

01

Una mappa,
non un percorso

La Spirale non descrive una successione che il praticante deve completare. Rende distinguibile una relazione che può essere abitata.

Si entra da ciò che è già sorto: una frase, una forma, una postura, una decisione, un dolore, un gesto, una relazione. Il praticante non deve cancellarlo e non deve stabilire subito che cosa significhi.

La Spirale non cerca il significato giusto. Rende nuovamente disponibile il corpo dal quale potrà sorgere la coordinazione successiva.
La Spirale semiotica
SPIRALE ORE 3 → DISSOLVENZA → SPAZIO → COSTRUZIONE → ORE 3 assets/img/spirale-semiotica-sito-senza-legende.svg
La figura non è il protocollo. Mostra un grande movimento. La pratica rimane ricorsiva.
02

Ore 3 → ore 6 → ore 3

La Spirale può essere letta attraverso quattro grandi momenti, senza trasformarli in fasi obbligatorie.

3

Ciò che è già sorto

Una parola, una forma, un giudizio, una decisione, una postura, una relazione. Qualcosa è già significativo.

3→6

Dissolvenza

Frase–Forma → Parola–Forma → Fonema–Linea → Suono–Punto. Non per distruggere, ma per rendere meno necessaria la configurazione già sorta.

6

Spazio

Non vuoto mentale e non traguardo. La possibilità di non costruire immediatamente un’altra forma.

6→3

Costruzione

Spugna → Medusa → latero–medio → ante–retro → intra–extra → articolazioni → lingua. Organizzazioni del movimento vissute ricorsivamente.

03

Costruire
interezza

La Costruzione non somma esperienze corporee. Ogni coordinazione entra in un corpo già modificato da quelle precedenti.

Spugna continua in Medusa. Latero–medio viene vissuto nel corpo che ha già attraversato quelle organizzazioni. Ante–retro non sostituisce latero–medio. Intra–extra non cancella ciò che lo precede.

Quando il praticante ritorna a una coordinazione già vissuta, quella coordinazione non incontra più lo stesso corpo.

INTEREZZA

Non completezza e non somma delle parti. È la qualità ricorsiva per cui ciò che è stato vissuto continua a partecipare a ciò che viene vissuto dopo.

04

Il ritorno alle ore 3

L’oggetto può essere lo stesso. Il corpo che lo incontra non è più necessariamente lo stesso.

Il paziente può ripetere «ho mal di schiena». La situazione lavorativa può essere invariata. La persona davanti a noi può essere la stessa. La Spirale non promette che sorgerà una soluzione nuova.

Può sorgere la stessa parola, la stessa decisione, la stessa azione. Ma può sorgere da una storia corporea differente.

ore 3₁
→ Dissolvenza → Spazio → Costruzione → Interezza →
ore 3₂