Libro I · Fondamenti

Biologia
relazionale

Prima del sensore e dell'effettore c'è la correlazione.

Per comprendere come possa sorgere nell'umano il significante, questo libro comincia molto prima della parola, prima del cervello e prima del sistema nervoso. Comincia dal vivente e segue una sola continuità: il modo in cui un corpo, trasformandosi nella relazione, amplia progressivamente le possibilità di correlare le proprie parti, l'ambiente e gli altri corpi.

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01

La tesi di partenza

La relazione non nasce con il sistema nervoso.

Una molecola modifica una membrana. La trasformazione della membrana modifica la cellula. La cellula cambia il proprio modo di vivere ciò che la circonda. Non esiste ancora un sensore distinto da un effettore, eppure esiste già una correlazione.

La biologia relazionale assume questa continuità come punto di partenza. Il sistema nervoso non inventerà la relazione: ne estenderà immensamente la distanza, la velocità e le possibilità di combinazione. Sensore ed effettore nasceranno come specializzazioni di una storia relazionale più antica.

La circolarità fondamentale

Non stimolo e risposta.
Una relazione che continua.

perturbazione
→
correlazione
→
trasformazione
→
nuova relazione
↺

Ogni movimento modifica la relazione del corpo con ciò che lo circonda. Quella nuova relazione modifica le perturbazioni successive. Per l'organismo il cerchio non si chiude mai: è il suo vivere.

02

Una deriva, non una scala

Il corpo amplia le proprie possibilità senza cancellare la propria storia.

Spugna, medusa, pesce, anfibio, mammifero e umano non sono gradini verso una forma migliore. Sono punti d'osservazione scelti per seguire il sorgere di differenti domini di correlazione e di movimento.

01
Spugna

La correlazione

Il vivente si conserva senza neuroni, cervello o muscoli veri e propri. Le trasformazioni sono cellulari, locali, distribuite. Nessuno dirige il corpo: il vivere è già una storia di correlazioni.

molecolare · cellulare
02
Idra · Medusa

Contrazione e rilascio

La rete nervosa distribuita permette a trasformazioni sorte in una regione di coordinarsi rapidamente con il resto del corpo. Contrazione e rilascio organizzano radialmente il movimento e partecipano anche alla dinamica interna della digestione.

radialità · contrazione-rilascio
03
Pesce

La direzione

Il movimento locomotorio orientato modifica la geometria delle correlazioni. Il corpo oscilla rispetto al proprio asse e nella locomozione diventa chiaramente osservabile una nuova organizzazione del movimento.

Latero · Medio
04
Anfibio

L'appoggio

Con il passaggio alla locomozione terrestre il corpo incontra stabilmente il terreno, sostiene il proprio peso e trasferisce carichi attraverso gli arti. Il movimento si organizza sempre più nella possibilità di avanzare e retrocedere nello spazio.

Ante · Retro
05
Mammifero

La doppia dinamica

La crescente mobilità e l'integrazione osteo-mio-fasciale ampliano enormemente le coordinazioni. Il movimento locomotorio continua mentre respirazione, pressioni, movimenti viscerali e tensioni interne partecipano alla stessa corporeità.

Intra · Extra
06
Umano

La ricorsività

L'umano conserva l'intera storia corporea precedente e amplia enormemente le possibilità di coordinazione attraverso plasticità nervosa e corporea, vocalità, ascolto e lunga convivenza relazionale. Nell'udente il sonoro rende possibile una ricorsività particolarmente estesa.

coordinare coordinazioni
03

Un corpo intrecciato

Ectoderma, mesoderma ed endoderma non restano mondi separati.

sistema nervoso↕
muscolo · fascia · scheletro↕
visceri · circolazione↕
superficie sensoriale↕
ambiente · altri corpi

Il nervo penetra il muscolo. Il recettore entra nel connettivo. La fascia viene deformata dal movimento. La deformazione cambia ciò che può essere sentito. La nuova sensorialità cambia le correlazioni nervose e le tensioni successive. Il corpo che emerge da questo intreccio non esegue semplicemente movimenti: cambia mentre vive, e il corpo cambiato incontra ogni volta un mondo differente.

L'umano rimane un mammifero

La parola non cancella la postura.
Il pensiero non cancella l'appoggio.

Quando due esseri umani conversano continuano a respirare, orientarsi, avvicinarsi, sottrarsi, guardarsi, ascoltarsi, modificare il tono muscolare e la distanza reciproca.

La parola stessa, prima di ogni significato che potremo distinguerle, è ancora movimento corporeo: diaframma, laringe, lingua, mandibola, labbra, suono ascoltato dal proprio corpo e dal corpo dell'altro.

“

Non arriviamo alla semiotica uscendo dal corpo. Ci arriviamo perché il corpo mammaliano umano diventa capace di coordinare ricorsivamente le proprie coordinazioni.

04

La possibilità umana

Una coordinazione può diventare elemento di un'altra coordinazione.

La lunga plasticità umana permette che reti che correlano attività entrino a loro volta in relazione con reti che correlano configurazioni già stabilizzate. Non compare un nuovo centro di comando. Si amplia la profondità della relazione.

1

Coordinazione

Un'azione del mio corpo si coordina consensualmente con l'azione dell'altro.

→
2

Nuova coordinazione

Una seconda configurazione relazionale può essere stabilizzata nella storia condivisa.

→
3

Coordinazione di coordinazioni

Le coordinazioni precedenti possono diventare esse stesse elementi di una nuova coordinazione.

La soglia

La soglia della ricorsività.

Non abbiamo ancora il significante, il significato, l’oggetto, il sé o il mondo. Abbiamo seguito una deriva biologica fino a un organismo nel quale le coordinazioni possono entrare ricorsivamente in nuove coordinazioni.

La biologia relazionale si arresta su questa soglia: un organismo che continua a vivere corporalmente nella relazione con gli altri e nel quale le coordinazioni possono diventare elementi di nuove coordinazioni.

Da qui può sorgere la semiosi.

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